Sa Marchesa

                                          di Giuseppe Cugusi 

Scrivono di noi

La Repubblica del 29/12/2006

Articolo "I cento nomi dell'anno per Gianni Mura"

 

Cugusi Giuseppe
(pastore) di Gavoi, ma operante nella zona di Fordongianus. I suoi pecorini si trovano da Pinchiorri a Firenze e da Beck a Roma, e fortunatamente anche nelle mie due tane milanesi. Come il whisky Laphroaig trent'anni fa, il suo pecorino affumicato e stagionato segna il radioso punto del non ritorno: 8,5.


Gianni Mura (La Repubblica)

Tutto l'articolo del giorno:29/12/2006

I cento nomi dell'anno per Gianni Mura

Cento è un numero come un altro, solo un po' più tondo. Qui troverete per tre giorni i cento nomi del 2006. Non necessariamente i più importanti, non tutti di ambito sportivo. E' una scelta arbitraria, così come i voti attribuiti. Fine della premessa e inizio dell'elenco.

Abete Giancarlo
(vicepresidente Figc)
Terminato il commissariamento di Pancalli, dovrebbe essere lui ad occupare la poltrona che fu di Carraro. Spero si stia allenando con bistecche di leone e insalate di germogli di quercia. Voto di incoraggiamento: 7.

Abies alba
(gruppo musicale trentino)
Si sono dati il nome latino dell'abete bianco. Sorprende la loro musica tradizionale, sorretta da rigorosa ricerca, per l'uso della cornamusa che fa pensare più ai monti irlandesi e scozzesi che al Trentino. Bravi, comunque. 7.

Abramovich Roman
(presidente del Chelsea)
Dal "Corriere dello Sport" di martedì: "Largo al vivaio, d'ora in poi spenderò meno, voglio puntare sui giovani". Propositi che hanno seminato sconcerto nei paperoni di mezza Europa. S'è mai visto un miliardario che punta sui giovani? No. Fosse davvero così, sarebbe un bel segnale. Nel dubbio: 6,5.

Albertini Demetrio
(ex calciatore)
Travolto dalla slavina-Rossi in un silenzio imbarazzante quanto significativo. Par di capire che gli ex calciatori provvisti di cervello non servano al nostro calcio. Lo considero ibernato più cancellato: 7.

Altan
(disegnatore è riduttivo, fate voi)
Vignetta sull'ultimo "Espresso", il solito donnone pensoso: "L'anno sta per finire, sperando che non ci siano i supplementari". Ecco, appunto. 8.

Baldini Stefano
(maratoneta)
Lo aspetti e c'è. Mica facile, perché ogni volta lo aspettano anche gli avversari. 8.

Bargnani Andrea
(cestista)
Finalmente un lungo di casa nostra emerge nella Nba, coi Toronto Raptors: 7.

Bartali Gino
(ciclista defunto)
Il museo fuori Firenze che porta il suo nome chiuderà per mancanza di fondi, almeno così ho letto. "E' tutto sbagliato, è tutto da rifare" non è la solita frase, tipica del grande Gino (9,5). Urgono buona volontà, fondi e un minimo di rispetto. Al momento, situazione da 5.

Basso Ivan
(ciclista)
Non ci ho capito nulla. Le sacche di sangue erano sue o non c'entrava nulla? Era giusto sospenderlo? Perché secondo alcuni può tornare a correre e secondo altri no? L'antidoping ha fatto autogol. Ne consegue l'impossibilità di dare un voto a Basso, costretto a convivere con l'immagine dell'innocente perseguitato e del colpevole che l'ha fatta franca. Una delle due è di troppo, ma solo chi sa come sono andate le cose può cancellarla.

Bettini Paolo
(ciclista)
Già lo sprint mondiale era tatticamente da 8, ma in tutti resterà la memoria del Lombardia, sudore e lacrime, amore e dolore in una miscela che capita una volta nella vita. Un'impresa non da superman ma da uomo vero: 9.

Biscardi Aldo
(intrattenitore tivù)
Una nota dell'Ordine del Lazio, dopo le dimissioni di Biscardi (sospeso per le contiguità con Moggi) invita a non considerarlo un giornalista ma non dice come considerarlo. Mi adeguo. Il Processo sembra una parodia di se stesso e non lo prendono più sul serio nemmeno gli arbitri: 4.

Boroni
(distilleria della Val Rendena)
Distillano la radice di genziana. Ne deriva un digestivo che sa di terra smossa, di nebbia, e aiuta a digerire circa mezza puntata del Processo. Tutta quanta, impossibile.

Briatore Flavio
(manager di successo)
Alla festa milanese di Natale ha proclamato: "Voglio abolire la povertà". (Fonte: Libero). Programma leggermente più impegnativo di un vittoria in Formula Uno. Lo aspettiamo in veste di politico, ormai è chiaro che c'è posto per tutti. Voto 5.

Cannavaro Fabio
(calciatore)
Ha fatto incetta dei premi più prestigiosi e questo è un po' dispiaciuto agli esteti. Se però un Mondiale conta qualcosa, bisogna riconoscere che in quel mese Cannavaro ha giocato da campione. Non si era sempre detto che bisogna essere pronti ai grandi appuntamenti? E allora stop, e complimenti a lui. Voto 7,5.

Caressa Fabio
(telecronista)
In un'intervista ha detto di ispirarsi agli esametri di Virgilio quando commenta le partite. Passi. Se non vuole strafare, è pure bravo. Ma nelle preghiere, prima del tè caldo, ci metta sempre un pensierino per Bergomi. Voto 7.

Casarin Paolo
(ex arbitro)
Mio candidato a designatore. Gallina vecchia con quel che segue. 7.

Cassano Antonio
(calciatore)
Il tormentone continua, l'anticiclone delle Azzorre lo porta verso Milano, non importa la sponda. Domanda: se anche col suo secondo padre Capello ha fallito, esiste uno straccio di motivo per ingaggiarlo a certe cifre? Voto 3,5.

Cazzola Alfredo
(presidente del Bologna)
Da Repubblica: "I commissariamenti sono fatti per i sistemi deboli. Il calcio deve trovare in sé la forza e le idee". Ecco, appunto: 5,5.

Cellino Massimo
(presidente del Cagliari)
Non far mangiare il panettone a Giampaolo è normale per uno come lui. Ma sostituirlo con Colomba è un tocco di umorismo, involontario ma apprezzato: 4,5. Chiesa cattolica
Pinochet sì, anche i suicidi sì, e Welby no. Voto 2.

Cobolli Gigli Giovanni
(presidente della Juventus)
Non sono pratico di stile-Juve, ma un certo stile (con qualche piccolo cedimento) mi pare di notarlo: 6,5.

Collina Pierluigi
(ex arbitro)
Lo volevano tutti come designatore, e già questa unanimità mi metteva sulla difensiva. Ci guadagnerebbe Sky, che perderebbe uno dei suoi commentatori più soporiferi. Come addestratore degli arbitri, può far bene alla categoria. Voto 6,5.

Colosio Rosarita
(ricercatrice)
"Le donne del lago" (Ed. Grafo, Brescia) è una finestra sul passato di Montisola e dei paesi affacciati sul lago d'Iseo in generale. E sul lavoro (pesantissimo) delle donne. 7,5.

Cugusi Giuseppe
(pastore)
Di Gavoi, ma operante nella zona di Fordongianus. I suoi pecorini si trovano da Pinchiorri a Firenze e da Beck a Roma, e fortunatamente anche nelle mie due tane milanesi. Come il whisky Laphroaig trent'anni fa, il suo pecorino affumicato e stagionato segna il radioso punto del non ritorno: 8,5.


De Laurentiis Aurelio
(presidente del Napoli)
"Vorrei una serie A sul modello della Nba. Senza retrocessioni. Sì ai play off, in una superlega europea con diritti tivù mondiali". Discorso che filerebbe in Texas o in Minnesota. Qui, spiacente, 4.

Deschamps Didier
(allenatore della Juventus)
Avrei scommesso che non sarebbe arrivato a Natale. Invece no. Posso uscirne dando 4 a me e 7 a lui. Fatto.

Di Centa Giorgio
(sci di fondo)
Una gara da maratoneti vinta come uno sprinter. Una grandissima emozione: 8.

Fabris Enrico
(pattinatore)
Ha fatto conoscere all'Italia uno sport che sembrava relegato sull'altopiano di Piné. Con due medaglie d'oro in aggiunta: 7,5.

Ferrari Vanessa
(ginnasta)
Una piuma, un passerotto di scorza robusta. Primo successo mondiale femminile per la ginnastica italiana. 8.

Figo
(calciatore)
Peccato ce l'abbia con Mancini. Che, facendolo entrare nel secondo tempo, gli sta solo allungando la carriera. 5

Fontana Alberto
(calciatore)
A 40 anni è il miglior portiere del campionato. E, con Abbiati, l'ultimo a usare il paraorecchie. 7.

Fox News
(rete Usa di Murdoch)
L'opinionista Neil Caputo s'è scagliato contro il cartone animato "Happy Feet" definendolo "di estrema sinistra" e "offensivo per il catastrofismo ecologico che spaccia". Titolo della Stampa: "Quel pinguino è un comunista". Voto 5.

Gabbiano
(squadra di calcio)
Sono matti e sono sani, sono campioni d'Italia dei matti. Sono amici. Quando il calcio serve a qualcuno, a qualcosa, a molto. 9.
(1-segue)

(29 dicembre 2006)

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